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LE REGOLE D’ORO PER IL COMPOSTAGGIO.
INTRODUZIONE
Il compostaggio domestico non è altro che un sistema naturale per produrre
del fertile terriccio, chiamato anche compost, da quasi tutti gli scarti della
cucina, dell’orto e del giardino. La decomposizione dei rifiuti organici
produce infatti una sostanza ricca di elementi nutritivi ideale come fertilizzante
ed è in grado di sostituire la torba, il letame e parte dei concimi chimici.
Oltre alla possibilità di costruirsi da soli un composter, esistono in
commercio numerosi contenitori per il compostaggio prodotti in materiale riciclabile
e resistenti agli agenti atmosferici. La produzione del fertilizzante avviene
in modo efficace solo in presenza di sufficiente aria, di una giusta umidità
e di una temperatura adeguata (60°C dentro il composter).Creare nel contenitore
le migliori condizioni per consentire ai microrganismi di vivere e nutrirsi
dei rifiuti significa anche impedire che i residui organici marciscano.
Per produrre il compost non occorre necessariamente il composter, questo semplice
attrezzo ha il vantaggio di accelerare il processo, tuttavia il fertilizzante
si può ottenere anche realizzando un cumulo delle materie prime necessarie
al compost, insomma … la cara, vecchia concimaia di una volta! Ma di ciò
ci occuperemo nel "capitolo" successivo.
Cosa compostare
Per facilitare l’avvio del processo di compostaggio è importante
cospargere il fondo del contenitore con qualche centimetro di compost maturo
oppure con del terriccio mescolato a segatura di legno. Per garantire il drenaggio
dell’acqua in eccesso disporre sul fondo anche qualche piccolo ramo. E’
fondamentale diversificare i materiali, alternando quelli molto umidi (avanzi
di cucina, erba) con altri più secchi (paglia, foglie secche, trucioli
e segatura di legno, ramaglia triturata). Ridurre i rifiuti a dimensioni modeste,
in modo da consentire ai microrganismi di intaccare agevolmente il loro "nutrimento"
e quindi velocizzare i tempi di degrado. Dopo la falciatura l’erba del
prato fermenta molto rapidamente, bruciando ossigeno: è opportuno lasciarla
un paio di giorni sul terreno ad asciugare e quindi inserirla nel composter
mescolata a del fogliame, a strati di circa 10 cm, alternati ad altri materiali.
E’ preferibile accumulare gli scarti domestici in un secchiello e scaricarli
nel composter soltanto ogni due o tre giorni.
Le materie prime per la produzione del terriccio compostato sono tutti gli
scarti, residui ed avanzi organici di ogni tipo, biodegradabili, ovvero aggredibili
dai microbi. Vanno invece evitati i rifiuti di origine sintetica o comunque
non biodegradabili, od ancora contaminati da sostanze non "naturali".
SI
· avanzi di cucina (come residui di pulizia delle
verdure, bucce, pelli, fondi di tè e caffè;
· scarti del giardino e dell’orto (come
legno di potatura, sfalcio dei prati, foglie secche, fiori appassiti, gambi,
avanzi dell’orto);
· altri materiali biodegradabili (come carta per
alimenti non patinata, segatura e trucioli provenienti da legno non trattato).
NO
· vetro;
· pile;
· tessuti;
· prodotti chimici;
· plastica;
· legno verniciato;
· farmaci;
· carta patinata o stampata.
POCO
· cibi cotti e avanzi di cibo di origine animale;
· foglie di piante resistenti alla degradazione
(magnolia, lauroceraso, faggio, castagno, aghi di conifere);
· lettiere per cani e gatti.
COME COMPOSTARE
Il processo di compostaggio avviene in presenza di ossigeno a contatto con
l’aria, questa é la garanzia di una buona trasformazione e della
mancanza di cattivi odori. Come assicurare dunque l’ossigeno necessario?
In due modi:
1. non comprimere il materiale e sfruttare la sua porosità, il che rende
possibile il ricambio spontaneo di aria atmosferica ricca di ossigeno al posto
dell’aria esausta (in cui l’ossigeno é stato consumato);
2. rivoltare periodicamente il materiale in modo da facilitare tale ricambio.
Minore é la porosità del materiale (quando cioè vi é
poco materiale di "struttura", quale legno più o meno sminuzzato,
paglia, foglie secche coriacee) più frequenti saranno i rivoltamenti.
LE FASI DEL COMPOSTAGGIO
· Prima fase: la fermentazione.
Durante il primo mese, grazie all’attività dei microrganismi termofili,
la temperatura dei rifiuti s’innalza progressivamente fino a raggiungere
i 60/70°C. Ciò garantisce anche l’igienizzazione dei materiali
(muoiono i germi patogeni).
· Seconda fase: la maturazione.
La temperatura scende ed iniziano ad operare milioni di funghi ed attinomiceti,
in grado di demolire le parti più resistenti.
· Terza fase: la decomposizione.
Il compost è colonizzato da acari, collemboli e lombrichi che sminuzzano
i residui.
Il ciclo completo con un composter dura circa quattro mesi. Ovviamente, se
si alimenta spesso il composter, le tre fasi si sovrappongono.
POSIZIONAMENTO DEL CONTENITORE
Va posto direttamente sul terreno preventivamente smosso con una vanga, e per
comodità d’uso non troppo lontano dall’abitazione. E’
preferibile sistemarlo all’ombra di un albero, affinché durante
l’estate la massa organica possa mantenere la giusta umidità. D’inverno,
senza più l’ombra delle foglie, il contenitore deve invece ricevere
dal sole più calore possibile.
AERAZIONE, UMIDITA’, TEMPERATURA
Aerazione: smuovendo periodicamente i rifiuti dallo sportello superiore si
previene la formazione di cattivi odori. L’aerazione può essere
migliorata anche con altri semplici espedienti, ad esempio piantando dei paletti
in più punti che, una volta tolti, lasciano dei fori di accesso per l’aria.
Altrimenti si può inserire dall’alto, in modo permanente, uno o
più tubi di drenaggio (normali tubi di plastica sui quali si praticano
numerosi fori con diametro 6/8 mm). Durante il ciclo del compostaggio è
consigliabile rivoltare il materiale almeno una volta.
Umidità: l’acqua è un elemento indispensabile per l’attività
dei microrganismi e non deve mancare, ma se abbonda i rifiuti s’impaccano,
non respirano e marciscono. L’umidità si può facilmente
controllare stringendo una manciata di materiale nel pugno: è corretta
se escono poche gocce d’acqua ed il compost rimane pressato. Se il materiale
è troppo asciutto va leggermente annaffiato. Se invece gocciola bisogna
togliere l’umidità in eccesso, aggiungendo paglia o foglie secche,
oppure inserendo sacchetti del pane appallottolati o spargendo sui rifiuti della
farina di roccia.
Temperatura: se rimane bassa e si avvertono cattivi odori, significa che i
rifiuti sono troppo bagnati e bisogna porvi rimedio. Se la temperatura rimane
bassa, ma non si sentono cattivi odori, aggiungere erba appena tagliata (ricca
di azoto) e se il materiale è secco annaffiarlo leggermente.
GLI ADDITIVI PER IL COMPOSTAGGIO
In alternativa all’acquisto di miscele già pronte per l’uso,
buoni risultati si possono ottenere spolverando i rifiuti con del compost già
maturo. Suggeriamo la ricetta per produrre in proprio un buon attivatore: versare
in mezzo litro d’acqua tiepida una bustina di lievito di birra e qualche
cucchiaio di zucchero, lasciare agire per un paio di giorni e quindi usare il
liquido per annaffiare leggermente i rifiuti.
QUANDO E’ MATURO IL COMPOST? COME IMPIEGARLO?
Il compost è maturo quando la temperatura è passata dai 50-60°C
a quella dell’ambiente esterno, oppure la supera di poco. E’ scuro,
grumoso, dall’odore gradevole di terriccio di bosco. Esiste un metodo
infallibile per essere sicuri che madre natura abbia "cotto a puntino"
i rifiuti: riempire di terriccio un sottovaso, spargervi alcuni semi di crescione
ed aspettare una settimana. Se la maggior parte dei semi avrà dato dei
verdi germogli significa che il terriccio è pronto.
Il compost fresco, ottenuto in due o tre mesi, non è ancora maturo e
può essere usato per la copertura superficiale del terreno tra una pianta
e l’altra (pacciamatura) in modo da impedire lo sviluppo di infestanti.
Il compost maturo, ottenibile non prima di quattro mesi, si usa in vari modi:
· per invasare piante da appartamento, misto ad argilla e sabbia oppure
a terra comune e torba;
· come ammendante, mescolato al terreno di orti e giardini;
· per proteggere le radici, steso per una decina di centimetri attorno
al fusto di piante.
Il compost, prima di essere utilizzato, va setacciato. In particolare bisogna
eliminare le eventuali uova di lumaca (vengono deposte a fine autunno, sono
bianche o trasparenti, spesso a mucchietti). Se il compost non viene utilizzato
subito può essere conservato per alcuni mesi in sacchetti forati, ma
va tenuto umido e ben arieggiato.
RIEPILOGANDO
Una buona aerazione, un giusto tenore di umidità ed un corretto sviluppo
della temperatura si ottengono mescolando diversi tipi di materiale. La velocità
con la quale i resti della cucina e del giardino vengono trasformati in fertilizzante
dipende dalle condizioni di vita e dal nutrimento equilibrato offerto agli "operai
del compost", la microflora e la microfauna del suolo. Come noi tagliamo
e mastichiamo il cibo per facilitare la nostra digestione, i microrganismi del
giardino "lavorano in modo veloce" se trovano nel composter degli
scarti già sminuzzati.
LE REGOLE PER IL COMPOSTAGGIO IN CUMULO
Spieghiamo il compostaggio in cumulo -senza quindi ausilio di composter- che
si traducono in semplici comportamenti di attenzione verso l’evoluzione
del materiale. Non occorre essere chimici, basta dedicarci un po’ di tempo,
avere la pazienza di farsi un po’ di esperienza e … non scoraggiarsi
se ai primi tentativi qualcosa non va!
· Preparazione del fondo. Per iniziare il processo é bene mettere
alla base del cumulo (ma anche del composter) un misto di materiale legnoso
di piccolissimo taglio con del compost o humus già pronto, in modo da
depositare già i primi resti organici su uno strato poroso. Il processo
avrà maggiori garanzie di avviamento e di drenaggio dell’acqua
in eccesso.
· Apportare materiali in modo vario e con regolarità. L’aggiunta
degli scarti dovrebbe essere abbastanza regolare e diversificata: alternare
l’apporto di quelli umidi (avanzi di cucina, erba) con altri più
secchi (paglia, legnetti . . .). Un apporto vario permette di ottenere il giusto
rapporto di cambio carbonio/azoto che é fondamentale.
· Evitare i pezzi grossi. Per favorire una trasformazione veloce ed
omogenea si consiglia di spezzettare gli scarti più grossi (ramaglie,
ecc.) con un falcetto, per grandi quantità, con un biotrituratore. La
dimensione del materiale sia attorno ai 10 -20 cm. di lunghezza e 1,5 cm. di
diametro.
Rivoltare e mescolare. E’ consigliato rivoltare periodicamente, e comunque
quando si sviluppano odori, gli scarti appena messi, mescolandoli con quelli
più "vecchi" con l’aiuto di un utensile (es. un forcone)
evitando di comprimere la massa in compostaggio.
Comune di Breganze
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