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Divisione dei rifiuti

DIVISIONE DEI RIFIUTI

1. Secco differenziabile

· riciclabile: plastiche, vetro, alluminio, carta e cartone

ne derivano => nuovi prodotti

· trattabile: pile, farmaci, T&F

destinato a => inertizzazione

2. Secco non riciclabile

· materiali non trattabili: POLIACCOPPIATI carta/plastica, carta/alluminio (succhi di frutta, sacchetti dei biscotti), plastica/alluminio (buste di caffè), pannolini, carte oleate, rifiuti ingombranti

destinato a => termoutilizzatore

3. Umido

· residui alimentari o vegetali

destinato a => compostaggio domestico o di bacino

Secco e umido: separate quei due!!!

Dobbiamo imparare subito a separare regolarmente i rifiuti secchi da quelli umidi. I primi sono quelli non biodegradabili, i secondi sono invece biodegradabili.

Guardiamoli un po’ più da vicino.

· Rifiuti secchi

Tra questi troveremo, ad esempio, tutti i cosiddetti termoaccoppiati (la cartaplastica, la cartalluminio, il tetrapak), il polistirolo espanso, le plastiche non riciclabili, la ceramica, la terracotta, ecc. Vanno considerati "residui secchi" la carta del formaggio e dei salumi, la carta cerata, la carta da forno, il foglio pellicola, i pannolini, i fazzoletti di carta da naso, il cellophane, le scatole dei cioccolatini, i contenitori del latte, la carta/plastica e la carta/alluminio, le buste dei surgelati, le buste del caffè, il pattume di spazzatura.

· Rifiuti umidi

Sono biodegradabili e vanno in putrefazione. Sono costituiti dai residui alimentari e vegetali: avanzi di verdura e frutta, carne e pesce, pane, fondi di caffè e bustine di the, fiori recisi, ecc. Vanno considerati "umidi" gli scarti di verdura, frutta, carne e pesce, i fondi di caffè, le bustine di the, camomilla, ecc., le foglie di piante di appartamento, fiori appassiti o recisi, le ceneri spente di stufe e caminetti, gli alimenti avariati.

La suddivisione tra secco e umido è di fondamentale importanza per almeno due motivi:

1. possono essere utilizzati per produrre concime organico di buona qualità e di costo inferiore rispetto a quello chimico;

2. la loro separazione ed il loro utilizzo riduce di un buon 30% il volume del nostro "sacco di immondizia".

Provvediamo a tenere sotto il lavello 2 recipienti uno per il secco e uno per l’umido.

Organizziamoci per fare le dovute differenze

Oltre al secco e umido sono ancora molte le divisioni da fare. Ma attenzione!

In mezzo a quella enorme e preoccupante quantità di immondizia c’è una grossa parte di materiali che può essere riutilizzata e ce n’è un’altra grossa parte che è pericolosa ed inquinante per l’ambiente e che è necessario trattare separatamente per renderla innocua. Dobbiamo imparare a separare anche questi materiali, non solo per un intelligente recupero delle risorse, ma per una netta diminuzione della quantità di materiale che rischia di finire in discarica o all’inceneritore. In più i rifiuti che non avranno trovato una collocazione alternativa arriveranno all’inceneritore più "puliti" e non pericolosi.

Detto questo, organizzatevi!

Predisponete una serie di contenitori in cui sistemare i diversi scarti e materiali, per rendere più efficiente la suddivisione. Nel nostro Comune sono già da tempo predisposti cassonetti e campane per la raccolta differenziata, che verranno aumentati dove sarà necessario. L’importante è riempirli più di quanto non abbiamo fatto finora.

ALLUMINIO

alluminio

Dai contenitori di bevande agli infissi, dagli utensili casalinghi ai microchip, l’alluminio é presente più di quanto non si pensi nella nostra vita quotidiana.

Il suo utilizzo é estremamente vantaggioso date le caratteristiche chimico-fisiche che lo rendono leggero, malleabile, difficilmente ossidabile e atossico. I progressi tecnologici nella produzione hanno permesso di ridurre notevolmente, del 50%, il peso dei contenitori, senza alterarne le specifiche proprietà.

Occorrono 5 kg di bauxite per ricavare 1 kg di alluminio NUOVO e per estrarla vengono distrutte ampie zone di foresta soprattutto australiana.

L’alluminio è facilmente riciclabile con un consumo energetico minimo rispetto alla produzione ex novo: si risparmia il 95 % di energia. Grazie all’attività di riciclaggio dal 1986 é stato generato un risparmio di energia di 534.201.400 KwH.

Una curiosità: per ottenere un chilo di alluminio riciclato sono necessarie 61 lattine usate. In un anno in Italia vengono consumate circa un miliardo e settecento milioni di lattine.

Bisogna però anche dire che per recuperare l'alluminio necessario alla produzione di un kg di alluminio viene utilizzata comunque molta energia (16 Kwh) PER PRODURRE ENERGIA CON I METODI ATTUALI SI INQUINA !!! . Va anche detto che il riciclo, come la produzione ex novo dell’alluminio, produce in parte anche rifiuti tossico-nocivi.

Tutto ciò per dire che l'alluminio è veramente un materiale pregiato e quindi il suo utilizzo per imballaggi "usa e getta" è uno spreco assurdo che incide non poco sul costo del prodotto contenuto e sull’ambiente.

E' evidente che una volta prodotta la lattina è meglio riciclarla che farla finire in discarica, ma sarebbe ancora meglio non usare l'alluminio per prodotti che diventano rifiuti in tempi così brevi.

Il nostro contributo in tal senso può essere quello di non acquistare bibite in lattina di alluminio.

RIDUCI AL MINIMO L'ACQUISTO DI BIBITE IN LATTINA DI ALLUMINIO. PREFERISCI IL VETRO

RACCOGLI SEPARATAMENTE LE LATTINE DI ALLUMINIO

UN PO’ DI ATTENZIONE
Come per gli altri materiali, anche l’alluminio per poter essere riciclato deve essere "non contaminato", cioè il più possibile pulito. Corpi estranei come metalli, sostanze sintetiche o sporcizia ne rendono più difficile e più costoso il riutilizzo. Non sono adatti al riciclo le confezioni in cui l’alluminio é accoppiato ad altre sostanze, come per esempio le confezioni del latte e delle minestre preconfezionate.

CENTRI DI RACCOLTA

ECOCENTRO

ISOLE ECOLOGICHE (negli appositi contenitori).

CARTA

carta Entra nelle nostre case non solo come carta di giornali, riviste e opuscoli vari ma anche come cartoncino e cartone degli imballaggi di numerosi prodotti che acquistiamo.

E' presente nei nostri rifiuti fino ad una percentuale del 30 % (in peso).

Riciclare la carta significa:

· tutela del patrimonio di alberi (importante in un paese come l'Italia povero di foreste);

· riduzione dell'inquinamento idrico dal 50 al 90 %;

· risparmio sul consumo di acqua fino quasi all'80 %;

· risparmio di energia dal 50 al 70 %;

· risparmio di spazio in discarica.

La percentuale di recupero della carta in Italia é tra le più basse, inferiore al 30 %, contro il 60% e più della Germania, dell’Olanda o dell’Austria. Data la presenza che abbiamo detto della carta nei rifiuti é evidente il doppio costo che la collettività sopporta sulla carta: il costo del conferimento in discarica e quello dell’acquisto dello stesso materiale dall’estero.

RACCOGLI SEPARATAMENTE CARTA E CARTONE

USA CARTA RICICLATA PREFERENDO QUELLA SBIANCATA SENZA CLORO

UN PO’ DI ATTENZIONE:

Per la sbiancatura della carta riciclata vengono utilizzati prodotti pericolosi per l'ambiente come il cloro o l'acqua ossigenata.

E' importante quindi preferire la carta riciclata non troppo bianca e quella sbiancata senza cloro.

CENTRI DI RACCOLTA

ECOCENTRO

ISOLE ECOLOGICHE (cassonetti metallici per la carta)

GRC ( tramite convenzione - due grandi raccolte annuali)

VETRO

vetro

Si trova nei nostri rifiuti soprattutto come ex contenitore di vari tipi di prodotti.

La sua raccolta differenziata è stata la prima ad apparire in Italia e il suo riciclaggio permette di raggiungere un triplice risultato:

· risparmiare energia (abbassamento della temperatura di fusione con risparmio di combustibile);

· risparmio di materie prime;

· riduzione del volume di rifiuti domestici da avviare in discarica.


Il vetro possiede molte caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto alla sua funzione di contenitore: non assorbe sapori e odori, resiste alle alte temperature necessarie per il lavaggio dei vuoti, ha robustezza e resistenza meccanica, può essere chiuso ermeticamente con facilita garantendo i requisiti igienici.

Naturalmente è caldamente consigliato l'uso del vuoto a rendere che non diventa rifiuto e fa risparmiare completamente le materie prime. Inoltre, l'energia per l'operazione di lavaggio-sterilizzazione richiede circa 60 volte meno energia rispetto alla produzione ex novo.

Oltretutto il vetro può essere riciclato un numero pressoché infinito di volte, senza modificare le sue qualità originarie. Questo permette il rapido raggiungimento di un punto di equilibrio, con sicuri vantaggi economici ed ambientali, senza dover individuare impieghi alternativi. Inoltre le più recenti tecnologie dell’industria vetraria hanno ridotto l’impatto ambientale dei loro processi produttivi e con nuovi sistemi di lavorazione sono in grado di produrre contenitori più leggeri del 20 % con le stesse caratteristiche meccaniche e addirittura con una migliore resistenza termica.

Insomma è il più amico dei contenitori.

USA I VUOTI A RENDERE

RACCOGLI SEPARATAMENTE IL VETRO

UN PO’ DI ATTENZIONE

La raccolta differenziata del vetro é la più economica. E’ importante che il vetro sia puro. Evita di introdurre nelle campane materiali estranei, ceramiche, pietre, metalli pesanti: sono elementi che corrodono i forni e rovinano gli impianti di riciclo. Ricorda: bottiglie e vasetti vanno gettati nelle campane senza tappo o altro, vuote e possibilmente sciacquate.

CENTRI DI RACCOLTA

ECOCENTRO
CAMPANE VERDI SPARSE NELLE ISOLE ECOLOGICHE DEL TERRITORIO COMUNALE

PLASTICA

plastica

Con questo termine si definiscono una serie di materiali che ritroviamo nei rifiuti domestici sotto le più svariate forme e che sono solo in parte recuperabili.

Il consumo di energia per la loro produzione é notevole, in dipendenza dal fatto che derivano dal petrolio e per le tecniche di lavorazione utilizzate.

Anche il loro riciclaggio, che tra l'altro é possibile solo per i contenitori per liquidi, non é molto efficiente. La plastica riciclata é un materiale con usi molto limitati rispetto alla plastica vergine.

Viste queste caratteristiche é chiaro che abbiamo di fronte un materiale per nulla adatto alla produzione di imballaggi "usa e getta".

Le famiglie della plastica.

Accanto a moltissimi altri, i principali tipi di plastica, o famiglie polimeriche, sono:

- il PE (Polietilene), che è una resina termoplastica ottenuta dalla polimerizzazione dell’etilene. A seconda della lavorazione, i prodotti finali possono essere, tra gli altri, contenitori per detergenti, tugi, fogli e film;

- il PET (Polietilene tereftalato), la cui composizione chimica permette un riutilizzo praticamente illimitato. Fornisce prodotti dalle superfici dure e lucide con buone proprietà meccaniche, tra cui i contenitori per bevande;

- il PVC (Polivinilcloruro), che, integrato con sostanze plastificanti, prende una consistenza gommosa: serve per produrre bottiglie, tapparelle e tubazioni, materiali per imballaggi, finte pelli, giocattoli, parti di automobili;

- il PS (Polistirolo), che diventa polistirene espanso sinterizzato, materiale espanso rigido, ma molto leggero, derivato dal petrolio con aggiunta di pentano. E’ utilizzato dall’industria come isolante nelle costruzioni, per imballaggio e protezione dei prodotti;

- il PP (Polipropilene), usato per la produzione di un numero elevatissimo di oggetti quali vasche, contenitori, oggetti per la casa;

Non tutte le famiglie della plastica sono riciclabili, anche se la ricerca é oggi in continua evoluzione.

Il PE viene riutilizzato per fogli, film, e contenitori per detergenti;

il PET viene riutilizzato per ottenere pezzi della componentistica auto, abbigliamento, arredamento;

il PVC viene riutilizzato nel settore dell’edilizia o per la protezione di cavi elettrici.

RIDUCI AL MINIMO L'ACQUISTO DI CONTENITORI "USA E GETTA" IN PLASTICA

RACCOGLI SEPARATAMENTE LE BOTTIGLIE DI PLASTICA

UN PO’ DI ATTENZIONE.

Schiaccia e comprimi i contenitori in plastica che raccogli e conferisci separatamente. Occuperanno meno posto in casa e nei contenitori evitando a te ed al Comune un costo per il trasporto di . . .aria !

Controlla sempre sul contenitore le sigle della famiglia della plastica cui appartiene. Sarai sicuro di avviare veramente al riciclo il materiale che hai raccolto separatamente.

Fai attenzione ai contenitori che hanno residui tossici (è indicato sulla confezione del prodotto) vanno eliminati a parte . NO RICICLO. (vedi paragrafo successivo sui R.U.P.)

CENTRI DI RACCOLTA

· ECOCENTRO (CASSETTE PLASTICA E NYLON PULITO)

· CONTENITORI GIALLI APPOSITI SPARSI PER IL TERRITORIO COMUNALE (ISOLE ECOLOGICHE)

R.U.P.

RIFIUTI URBANI PERICOLOSI

Si tratta di materiali che contengono in concentrazione più o meno elevata delle sostanze tossiche.

Non sono destinati al riciclaggio ma al deposito in discariche adatte.

medicinali

Sono R.U.P.:

· MEDICINALI SCADUTI o di cui comunque ci si intende disfare;

· PILE compresi gli accumulatori per auto;

· CONTENITORI DI MATERIALI TOSSICI O INFIAMMABILI.

Questi ultimi sono tutti quei prodotti che vengono usati per la pulizia della casa, degli indumenti, delle suppellettili e per i piccoli lavori di verniciatura, giardinaggio, sviluppo fotografico, etc. (indicati nella confezione con le lettere T o F).

Questi prodotti vanno sempre usati completamente e comunque eventuali residui non vanno mai gettati nella spazzatura o negli scarichi.

CENTRI DI RACCOLTA

· ECOCENTRO

· FARMACIE (appositi contenitori)

· RIVENDITORI PILE E BATTERIE (appositi bidoncini)

UN PO’ DI ATTENZIONE

Gli accumulatori delle auto vengono raccolti solo presso ECOCENTRO

MATERIA ORGANICA

materiale organico

Costituisce sino al 40 % dei nostri rifiuti.

Possiamo suddividerla in due categorie:

1. SCARTI DI CUCINA: alimenti avanzati o scaduti, bucce o altri residui provenienti dalla preparazione del cibo.

Questa parte dei rifiuti andrebbe separata e magari accumulata in un angolo dell'orto o del giardino.

Con il tempo questo materiale si trasforma in terriccio utile come fertilizzante.

Questa operazione può essere resa più veloce ed efficiente tramite un composter che può essere costruito in casa oppure c'é la possibilità di averlo gratuitamente facendo domanda sempre presso l'Ufficio Ecologia .

2. SCARTI DI ORTO E GIARDINO

Se la quantità é minima possono essere smaltiti insieme agli scarti di cucina. Quantitativi maggiori accumulati in seguito allo sfalcio dei giardini o alla potatura delle siepi devono essere portati in Ecocentro dove ci sarà un container per la raccolta.

RACCOGLI SEPARATAMENTE. SE PUOI USA IL COMPOSTER E PRODUCI IN CASA UN OTTIMO FERTILIZZANTE PER L’ORTO E IL GIARDINO.

CENTRI DI RACCOLTA

· ECOCENTRO (VERDE DA SFALCI E TAGLIO SIEPI)

· COMPOSTER FAMILIARI

· FOSSA O CUMULO (Zona Agricola)


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